LA PROFEZIA SUI PAPI DI SAN MALACHIA

La profezia sui Papi di San Malachia prende il nome da una profezia trascritta da Malachia O’Morgair, arcivescovo irlandese vissuto tra l’XI ed il XII secolo. Egli trascrisse la profezia (che tuttavia fu pubblicata solo 4 secoli dopo) dove attribuiva un motto per ogni Papa futuro.
Le sue profezie contengono motti più o meno semplici da tradurre, come quello che accompagnò Celestino II nel 1143 (Ex Castro Tiberis, ovvero “Da un castello sul Tevere”, e il Papa era effettivamente originario di Città di Castello, una città umbra sul Tevere).
Altre profezie a prima viste “ovvie” su papi storici sono:

– quella su Papa Lucio II, ucciso dal popolo (Inimicus Expulsus, ovvero “Nemico Cacciato”, e il nome del Papa era Gherardo CACCIANEMICI);

– quella su Papa Eugenio III (Ex Magnitudine Montis, ovvero “Dal Monte Magno”, e Papa Eugenio III era signore di Montemagno);

– quella su Papa Alessandro III (Ex Ansere Custode, ovvero “Dall’Oca Custode”, e la famiglia Bandinelli, ovvero quella del suddetto papa, aveva uno stemma familiare dov’era raffigurata un’oca);

– quella su Papa Celestino V (Ex eremo Celsus, ovvero “Elevato da un eremo”, e il Papa, prima del Conclave risolto a suo favore, svolgeva la vita da eremita);

– quella su Papa Giovanni Paolo I (De medietate Luna, ovvero “Il periodo medio di una luna”, un mese, cioè quanto effettivamente durò il pontificato del papa).

La profezia si conclude con Petrus Romanus e con questa frase: “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis”. La traduzione è:

Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli crollerà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen.”

Il periodo di pontificato di Petrus Romanus si propone dopo il papa “Gloria Olivae”, ovvero il Papa olivetano, come olivetani erano i benedettini (e quindi dopo il papa Benedetto).

Nella profezia, secondo Schmeig Maria Olaf, sarebbe andato perduto il motto “Caput Nigrum”, da cui discendono due scuole di pensiero. La prima è prettamente religiosa: Petrus Romanus, infatti, sarebbe il prossimo Cardinal Camerlengo, e sarebbe un cardinale di carnagione negra.

La seconda, invece, proposta già nel 2001, incrocia la strada politica: il Caput Nigrum sarebbe un capo politico, un leader, appunto, di carnagione negra. Ed inoltre, si è notato come l’attuale Cardinal Camerlengo sia il Card. Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese (!!!).

Infine, l’ultima clamorosa coincidenza sta nel fatto che molte dinastie sono iniziate e terminate con due sovrani dallo stesso nome. Alcuni esempi sono Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano, che aveva lo stesso nome del fondatore di Roma, Romolo, e Carlo Magno, fondatore del Sacro Romano Impero, omonimo di Carlo d’Asburgo, ultimo imperatore.

Sarà lo stesso per Pietro e Petrus Romanus?

A 19 anni dalla Strage di Capaci

L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.
Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!

Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.

Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d’un’altra razza,
son bombarolo.

Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l’amnistia.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.

Intellettuali d’oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io
i latitanti sono loro,
ho scelto un’altra scuola,
son bombarolo.

Potere troppe volte
delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci
dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti
un po’ del tuo terrore
del tuo disordine
del tuo rumore.

Così pensava forte
un trentenne disperato
se non del tutto giusto
quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo
adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno
d’un bombarolo.

C’è chi lo vide ridere
davanti al Parlamento
aspettando l’esplosione
che provasse il suo talento,
c’è chi lo vide piangere
un torrente di vocali
vedendo esplodere
un chiosco di giornali.

Ma ciò che lo ferì
profondamente nell’orgoglio
fu l’immagine di lei
che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo
in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina
col bombarolo.

(IL BOMBAROLO, Fabrizio De Andrè)

Diciotto anni fa la morte di Brandon Lee

Nato l’1 febbraio 1965, Brandon Lee rimarrà per sempre un’icona della ribellione giovanile, in quanto tragico protagonista di uno splendido, “IL CORVO”, che sbancò i botteghini di tutto il mondo ma che, purtroppo, spezzò la vita del giovane attore.

Al momento della chiamata a recitare questo ruolo, Brandon Lee era semplicemente il figlio di Bruce Lee, protagonista di film di arti marziali, tragicamente morto negli anni ’70.

Anche Brandon cominciò con ruoli di questo tipo in film minori, girati tra Hollywood e l’Oriente.

La parte di Eric Draven, protagonista del film “IL CORVO”, fu offerta inizialmente all’attore River Phoenix, che la rifiutò. Il giovane, tra l’altro, trovò (per uno scherzo del destino) la morte alla fine del 1993, per un tragico mix di cocaina ed eroina.

La tragedia avvenne il 31 marzo 1993: Brandon Lee si apprestò a girare la famosa scena in cui Eric Draven si vendicava di Funboy.

Funboy (interpretato dall’attore Michael Massee, cui la carriera fu stroncata dalla tragedia) sparò un colpo di pistola ad Eric Draven: sfortunatamente la pistola a salve non era stata ben pulita, e una scheggia si conficcò nel torace di Brandon Lee, uccidendolo per dissanguamento.

Il film, tuttavia, incassò 170 milioni di dollari, consegnando Brandon Lee alla storia.

Brandon Lee nei panni di Eric Draven

Brandon Lee

LA VOCE “SILVIO BERLUSCONI” SU DISTILLA..PEDIA – PUNTATA 4: GLI ASPETTI CONTROVERSI

Silvio Berlusconi trova in BEPPE GRILLO, DARIO FO e NANNI MORETTI i suoi avversari famosi più accaniti. Il motivo di questa opposizione è il “quasi” monopolio dei mass media da parte di Berlusconi, il quale, visto le concessioni avute per Mediaset, NON POTREBBE NEANCHE SEDERE IN PARLAMENTO, come spiega l’art. 10 t.u. 361 del 30/03/1957 alla quale vi rimandiamo attraverso il seguente link http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali.htm

Silvio Berlusconi, inoltre, ospitò VITTORIO MANGANO, condannato poi all’ergastolo per duplice omicidio, nella sua Villa ad Arcore dal 1974 al 1976. Dopo la morte di Mangano nel 2000, Berlusconi affermò che “Mangano era un eroe”.

Nel 1998 Berlusconi e Dell’Utri SONO STATI INDAGATI PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, e Berlusconi si salvò per la prescrizione del reato, mentre Dell’Utri si beccò 9 anni di reclusione (il processo è ora all’appello). Secondo la sentenza (che potete trovare su questo link http://www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf ) FORZA ITALIA sarebbe stata fondata per dare nuovi agganci politici alla mafia e Dell’Utri avrebbe fatto da tramite tra la mafia e Berlusconi sin dal 1974.

Il 18 aprile 2002 Berlusconi recitò il cosiddetto EDITTO BULGARO, dicendo ai giornalisti questa frase: L’uso che Biagi… Come si chiama quell’altro? Santoro… Ma l’altro? Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.”
Dopo un mese le trasmissioni di ENZO BIAGI (Il fatto), MICHELE SANTORO (Sciuscià) e DANIELE LUTTAZZI (Satyricon) furono cancellati dal palinsesto.

Nel 2007 Silvio Berlusconi è accusato di corruzione nei confronti di Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction. La vicenda riguarda un “favore” chiesto da Berlusconi a Saccà, ovvero di piazzare una ragazza a recitare una fiction, per convincere un senatore del centrosinistra a far cadere il governo. L’aspetto controverso è che le intercettazioni sono finite su tutti i media nazionali ed internazionali nonostante le indagini in corso.

L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO

Ancora una volta ritorniamo a parlare della vicenda di LEONIDA MARIA TUCCI e del suo scandaloso “mobbicidio” a Palazzo Madama, nel gruppo di An – PDL del Senato.

Cominciamo ad analizzare la vicenda vergognosa che si è sviluppata, vedendo i clamorosi punti su cui TUTTI i cittadini dovrebbero ragionare:

1) Tucci ha lavorato per 14 anni al Senato, nel gruppo AN-PDL, e, nonostante le promesse che i vari politicanti fanno nelle campagne elettorali, non ha mai ricevuto un CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO, ma è stato sempre assicurato con contratti a progetto;

2) pur essendo un precario, Leonida Tucci ha sempre lavorato, come accertato da perizie tecniche, tutti i giorni feriali e festivi, ed era reperibile sempre in qualsiasi orario;

3) Leonida Tucci venne sospeso  per “violenze” nei confronti delle colleghe ( sanzione  emanata il 19 aprile

IL MINISTRO ALTERO MATTEOLI

2007 ed annullata dal giudice con sentenza del 20/10/2008 n. 220512/07) dal Presidente del gruppo, l’attuale ministro ALTERO MATTEOLI. Tecnicamente quest’ultimo poteva erogare sanzioni ai propri dipendenti, ma, sanzionare un proprio dipendente SENZA appello e senza prove reali, oggettivamente, è al quanto bizzarro ed ignobile. Tanto più che Matteoli si è sempre contraddistinto per essere un politico poco serio: ha 70 anni, ex consigliere di Castelnuovo Garfagnana e Livorno, sindaco di Orbetello, ministro dell’Ambiente nei governi Berlusconi-1 e Berlusconi-2, attuale ministro dei Trasporti, in Parlamento dal 1983. Si è sempre dichiarato contrario ai condoni per reati ambientali, che, puntualmente, VOTA, attuandoli. Depenalizzò gli scarichi industriali, mise a capo dei Parchi Nazionali italiani uomini di AN; ma, soprattutto, nel 2006, in rotta col suo partito AN (che vota contrario) vota a favore dell’INDULTO, in quanto indagato a Livorno per rivelazioni di segreti e favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno. Matteoli avrebbe informato quest’ultimo di essere indagato per degli abusi edilizi sull’Isola d’Elba, tanto da permettere all’ex prefetto di inquinare le indagini;

4) Leonida Maria Tucci fu portato in tribunale dal senatore ORESTE TOFANI, che si rivelò assente. Al quanto bizzarro che l’imputato, pur essendo in cura psichiatrica, sia presente, e l’agente il giudizio sia assente, rappresentato solo dal suo avvocato. E allora vediamo chi è questo avvocato: si chiama GIUSEPPE VALENTINO, 65 anni, senatore di An prima e PDL poi, in Parlamento dal 1996. Anche lui, come Matteoli e

LEONIDA TUCCI CON LA MOGLIE GIULIA RUGGERI

pochi altri di AN, vota SI all’indulto;

5) su “IL POPOLO” del Novembre 2009, a pag. 10 e a pag. 11 fu affrontata la questione di Leonida Tucci. Ebbene, clamorosamente, si esposero due senatori (MICHELE BONATESTA e LUCIANO MAGNALBO’, avvocato e senatore dal 1996 al 2006), difendendo a spada tratta Leonida Tucci, ed affermando, nel caso di Magnalbò, che “TOFANI, ESPERTO DI DIRITTO DEL LAVORO, DOVEVA SISTEMARE TUTTO, INVECE….”.

Vogliamo chiarezza e giustizia per Leonida e per tutti i lavoratori in Italia.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…..

IL CASO DI LEONIDA MARIA TUCCI: INTERVISTA ALLA MOGLIE.

Il Senatore ORESTE TOFANI accusato di mobbing nei confronti di Leonida Maria Tucci, ex addetto stampa del gruppo AN al Senato

Il Sen. ORESTE TOFANI

 della Repubblica.

Tucci è ora ricoverato, in preda ad una forte depressione, a causa delle ingiurie e del licenziamento ILLEGITTIMO perpetrato e voluto fortemente da Oreste Tofani, senatore del PDL.

La moglie Giulia Ruggeri ha parole forti contro di egli.

Signora Giulia, perchè il Sen. Tofani ce l’ha con suo marito?

Bella domanda!!! Ce lo chiediamo pure noi!!! Bisognerebbe chiederlo a Tofani!!! Noi possiamo solo provare ad immaginare il perchè di tanto astio. Dovrebbe essere una cosa vecchia, che risale al lontano 1998, quando Tofani era un semplice collaboratore del gruppo AN. Già a quell’epoca, per una mera discussione in merito a delle dichiarazioni rilasciate da Fini, i diversi punti di vista tra mio marito e Tofani, spinsero quest’ultimo addirittura a minacciare Leonida dicendogli “Ti aspetto fuori!!!”, calunniandolo e diffamandolo agli occhi del presidente di allora, Maceratini, e dei colleghi. Ripeto: bisognerebbe chiedere a Tofani il perchè di tanto odio!!! Probabilmente perchè Leonida ha sempre avuto una sua personalità e non è mai stato un suddito, uno schiavo, uno scendiletto, uno zerbino!!! Lui, per ottenere dei riconoscimenti, puntava sulla bravura, sulla professionalità, sulla competenza e sulla disponibilità al lavoro, e non sulla leccaculaggine e sul servilismo!!! Forse è per questo che Tofani ce l’ha con mio marito!!! Forse ci sono di mezzo invidie e complessi di inferiorità… Vallo a sapere!!!
D’altronde è risaputo, nell’ambiente, che Tofani è una persona spregevole. Infatti, ricevo quotidianamente e-mail da gente di Alatri (collegio di Tofani) che me ne dice di tutti i colori sul nostro, dipingendolo come un individuo cattivo, malvagio, prepotente, arrogante, affetto da delirio di onnipotenza!!!

Chi è il Senatore che ha assistito in giudizio Tofani contro suo marito?

Il Sen. Avv. GIUSEPPE VALENTINO (pubblicheremo la biografia di Valentino, ndr).

Quali sono le condizioni psicofisiche di Leonida in questo momento?

Le condizioni di salute di Leonida sono gravi. E’ in cura presso un Dsm, seguito mensilmente da uno psichiatra e settimanalmente da una psicoterapeuta, è imbottito di psicofarmaci, non esce mai di casa, sta tutto il giorno al letto o sul divano, non ride mai.

In che data suo marito è stato sollevato dall’incarico?

Formalmente il 1° aprile del 2006, quando è stato assunto con la qualifica di impiegato di quarto livello del settore commercio; sostanzialmente quando è stato sbattuto in segreteria ad imbustare lettere e rispondere al telefono nel luglio 2006.

E’ QUESTO L’USO CHE FANNO GLI ONOREVOLI DEL LORO PRIVILEGIATO POSTO?! RIFLETTIAMOCI TUTTI.

LA STORIA DI LEONIDA MARIA TUCCI

Pubblichiamo la storia di Leonida Maria Tucci, scritta da Giulia Ruggeri, la moglie, che meglio non poteva esprimere lo stato d’animo della famiglia e meglio non poteva narrare le vicende.

“Mio marito, Leonida Maria Tucci, ha cominciato a lavorare presso il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, al Senato della Repubblica, nel lontano 1994.
Era un ragazzo, all’epoca, pieno di aspettative e con un’immensa fiducia nel futuro. Sin dall’inizio, il compito affidatogli era quello di addetto stampa all’interno dell’ufficio stampa. Ovviamente all’inizio non sapeva neanche cosa fossero le agenzie di stampa. Ma, ben presto, cominciò ad impratichirsi tanto che in breve tempo molti senatori si rivolgevano a lui, piuttosto che ad altri, perché contenti e soddisfatti del lavoro che svolgeva. Ovviamente tutto ciò, a lungo andare, aveva scatenato le invidie di alcuni colleghi, che cominciarono a diffamarlo, mandando in giro maldicenze sul suo conto, lo emarginavano, tentavano di metterlo in cattiva luce agli occhi dei senatori e del presidente del gruppo di allora. Ma lui andava avanti perché avvertiva la stima da parte di molti parlamentari che, avendolo conosciuto, lo apprezzavano e gli volevano bene. Leonida lavorava dal lunedì alla domenica 12 ore al giorno. Non si fermava mai. Mi diceva sempre: “Lasciami seminare, lasciami seminare… un giorno raccoglierò i frutti del mio lavoro”. Il suo era un investimento per il futuro. Aveva un progetto valoriale da seguire. La sua abnegazione per il lavoro faceva spavento. Io mi arrabbiavo con lui perché mi trascurava per colpa del lavoro. Mi definivo la “vedova bianca”. Non c’erano sabati né domeniche. Non c’è stato neanche il viaggio di nozze. Addirittura quando nacque la nostra prima figlia, dopo un’ora dovette scappare per correre a scrivere un comunicato.

Leonida Maria Tucci e la moglie, Giulia Ruggeri

Il giorno prima del nostro matrimonio, lui stette al lavoro fino alle 10. Era sempre a disposizione. Anche quando era malato con la febbre a 39. E tutto questo cosa ha portato? Lavorava tanto nella speranza che un giorno venisse premiato. Invece quel giorno non è mai arrivato. Come è stato ripagato???
Leonida è stato spremuto come un limone per 14 lunghi anni, è stato usato fino alla consunzione e poi gettato via e calpestato come una pezza da piedi, stuprato nella sua dignità e nei suoi diritti umani e civili!!! Gli uomini di AN, grazie al lavoro di Leonida, hanno intessuto relazioni, hanno acquisito considerazione e prestigio, hanno ottenuto incarichi, hanno fatto carriera politica, hanno guadagnato più soldi, hanno preso più voti. Quegli stessi uomini, insieme ai loro complici del Pdl, hanno ringraziato Leonida facendolo ammalare gravemente e buttandolo in mezzo ad una strada…
Leonida è stato sfruttato come giornalista, ma veniva sottopagato con contratti Co.co.co.. Contratti che gli furono rinnovati per ben 16 volte consecutive… !!! In 14 anni, più e più volte gli era stato promesso di essere assunto come giornalista, come d’altronde era successo ad altri suoi colleghi. Andava avanti nella speranza che le promesse fattegli fossero mantenute. E intanto gli anni passavano e la famiglia si formava e cresceva: si sposava, nasceva la prima figlia e dopo qualche anno il secondo. Ma tutto rimaneva immutato.
Fu assunto soltanto il 1 aprile del 2006, ma non come giornalista bensì come impiegato di IV livello (sic!) e sbattuto in segreteria a imbustare lettere e rispondere al telefono… !!! E nonostante tutto, pure questo lavoro lo faceva bene… Durante i trent’anni di esistenza del gruppo MSI-AN, nessun dipendente aveva avuto la visita del medico fiscale. Chi è stato il primo? Ovviamente Leonida. Perché il tentativo principale era quello di farlo recedere dal suo posto di lavoro, sfiancandolo, vessandolo, perseguitandolo. Già nel 1998 si tentò di farlo fuori: colui che poi, nel 2006, sarebbe diventato il capo del personale, ed altri, andarono dall’allora presidente del gruppo a gettare fango su Leonida. Tanto che lo stesso capogruppo, senza neanche sentire ragioni, provò a mandarlo via. Solo grazie all’intervento di alcuni senatori, che avevano imparato ad apprezzare Leonida e sapevano come lui lavorava, con quale impegno e con quale passione, si riuscì a sventare questa ingiustizia. E solo davanti alle proteste di queste persone, il presidente del gruppo si vide costretto a tornare sui propri passi, ma lo spostò in un’altra sede (cioè in un “loculo” presso il palazzo dell’ex Hotel Bologna, sempre di proprietà del Senato della Repubblica), anche se con le medesime mansioni: addetto stampa all’interno dell’ufficio stampa del gruppo.
Il 19 aprile del 2007, dentro la mia famiglia è stata sganciata una bomba che ha lasciato segni indelebili. Mi riferisco all’indegna, ignobile sospensione di 10 giorni dal servizio e dallo stipendio inflitta a Leonida, con l’accusa infamante di andare in giro a maltrattare e picchiare le colleghe. Questo colpo è stato letale. Questa sanzione disciplinare fu un vero e proprio atto di mobbing teso ad eliminare Leonida, una volta per tutte, dal posto di lavoro. Ovviamente tale sanzione disciplinare è stata impugnata e il 20 ottobre 2008 è stata emessa la sentenza che l’ha annullata, dichiarandola illegittima e ingiusta.
Le conseguenze furono e sono ancora oggi devastanti. Leonida ha avuto un tracollo psicofisico, è caduto in una profonda depressione, anche per aver preso coscienza che il suo lavoro, il suo seminare, la sua costanza, la sua passione non lo avevano portato dove aveva sperato. Leonida si è visto svanire tutto ciò per cui aveva lottato nel corso della sua vita: la dignità, la possibilità di poter provvedere egli stesso alla sua famiglia, ai suoi figli; la soddisfazione di vedersi e sentirsi integrato nella società come persona che è capace di dare un contributo. Ma tutto questo gli è stato tolto, e continuano perpetrando la tortura. Anche contando sui tempi biblici, anti-umani della (mala)giustizia italiana.
D’altronde, quale era il disegno luciferino dei carnefici di Leonida? Quello di isolarlo, di emarginarlo, di calunniarlo, di umiliarlo, di renderlo ridicolo agli occhi degli altri, di indurlo ad una inattività forzata. Per farlo fuori, per distruggerlo psicologicamente. Miravano ad annientarlo dal “di dentro”. E tutto questo, davanti agli occhi di colleghi spesso conniventi o vigliacchi. Il mobbing è un assassinio che non lascia né cadaveri né armi. Quando si uccide qualcuno, il morto diventa la prova di un reato sul quale gli organi competenti dovranno indagare per scoprirne i responsabili. Quando una persona è mobbizzata, è torturata psicologicamente, la si uccide, la si ammazza, la si trucida senza sporcarsi le mani di sangue.
Leonida è in cura, a tutt’oggi, presso un Dipartimento di Salute Mentale ed è seguito sia da uno psichiatra che da una psicoterapeuta. Hanno dovuto imbottirlo di psicofarmaci.
Non paghi di tutto questo, il capo del personale lo ha pure querelato per diffamazione. Non dimenticherò mai quel giorno che suonarono i Carabinieri a casa per consegnare a Leonida la notifica. Mia figlia si spaventò e cominciò a piangere per paura che fossero venuti a portare via il padre. Una volta mia figlia mi chiese se il padre ci sarebbe stato il giorno della sua Prima Comunione. Io le chiesi perché mi faceva questa domanda. E lei mi rispose: “Ho paura che i “cattivi del lavoro” lo facciano morire”…
Il giorno in cui ci fu l’udienza a piazzale Clodio, il senatore che lo aveva querelato, e che si era opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pm (e poi accolta dal Gip), neanche si presentò. Non si era mai visto un querelato che si presenta in tribunale e sta in prima fila –pur stando a pezzi dentro- e un querelante che non si presenta e se la dà a gambe… !!! Al suo posto venne l’avvocato, anch’egli senatore, che conosceva molto bene Leonida, vista la quantità di comunicati che mio marito gli aveva scritto in 14 anni. Quella mattina non ebbe neanche il coraggio di guardarlo in faccia.
Capii sin dall’inizio che io sarei dovuta essere la “roccia” su cui Leonida si appoggiava, perché sapevo che questa volta non ce l’avrebbe fatta. Sapevo che mi sarei dovuta armare di forza e di pazienza. Che avrei dovuto sorridere, quando lui piangeva. Sostenerlo, quando lui si lasciava andare. Placarlo, quando l’ansia lo pervadeva. Sapevo cioè che avrei dovuto portare avanti io la sua/nostra battaglia. Dovevo farlo anche per i nostri bambini (4 e 8 anni). Per trasmettere loro un insegnamento di vita: non chinare la testa di fronte alla violenza del sopruso e della sopraffazione; non cedere, non arrendersi alla protervia, all’arroganza, alla prepotenza, alla menzogna; combattere affinché la verità e la giustizia vengano ripristinate.
Ed è per questo motivo che ho fondato su Facebook quattro gruppi (“IL MOBBICIDIO DI LEONIDA AL SENATO GRIDA VENDETTA AL COSPETTO DI DIO!!!”, “MIO FRATELLO LEONIDA”, “MA COME FANNO A DORMIRE I CARNEFICI DI LEONIDA?” e “CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL SENATORE ORESTE TOFANI”) e una pagina fans (“Leonida Maria Tucci (il coraggio di denunciare)”), che, in totale, hanno superato i 10.000 iscritti!!! Ogni giorno riceviamo toccanti manifestazioni di solidarietà e di affetto da parte di tante persone che ci incoraggiano ad andare avanti, a non mollare. Ma i soldi non ci sono e non sappiamo più come campare.
Tutto ciò, come si può ben immaginare, è ricaduto sulla famiglia e soprattutto sui bambini (doppio mobbing) che vedevano e vedono il padre stare male, addirittura piangere.
Lo stato di prostrazione di Leonida è talmente profondo che, spesso, non riesce neanche ad alzarsi dal letto. Sta tutto il giorno lì, sotto le coperte, con le persiane abbassate. Non ride mai. E’ diventato come un vegetale, un “cadavere vivente”. E’ stato ucciso nell’anima. La cosa, poi, è andata addirittura peggiorando quando è stato licenziato per ben due volte nel giro di circa 6 mesi, senza neanche regolare lettera di licenziamento: la sua unica colpa era quella di aver vinto la causa e di non aver ceduto allo scandaloso ricatto in base al quale avrebbe dovuto rinunciare ai 14 anni di pregresso (cioè ai suoi diritti), in cambio di un posto di lavoro che già aveva… Quindi alla depressione, dovuta alle infamie subite, si è aggiunta la preoccupazione economica, giacché questo doppio licenziamento illegale, illegittimo, ingiusto, discriminatorio e ritorsivo ha gettato sul lastrico la mia famiglia, che non ce la fa più ad andare avanti.
Ci hanno affamati, addirittura impedendoci inizialmente di poter fruire del sussidio di disoccupazione. Siamo dovuti andare al Monte della Pietà ad impegnarci la fedina di fidanzamento, le crocette che avevano regalato ai bimbi per il battesimo. E le abbiamo perse. Perché non abbiamo avuto i soldi per riscattarle. Spesso non so come mettere insieme il pranzo con la cena.
E tutto questo per cosa? Perché Leonida era un dipendente “scomodo”, un dipendente che lavorava, bene e tanto, mettendo così in luce –giocoforza- la mediocrità di altri.
Tutto ciò è successo in un gruppo parlamentare, al Senato della Repubblica, tempio in cui si fanno le leggi, si inneggia alla legalità, alla solidarietà e alla meritocrazia… La cosa poi intollerabile è che Leonida ha lavorato per gente appartenente ad un partito che si diceva, e si dice tutt’ora, vicino alle famiglie, che difende la famiglia, che addirittura partecipa al “Family day” o organizza convegni con titoli come “La persona prima di tutto”. Ma la famiglia di Leonida e la persona Leonida sono state disintegrate.
A loro non importa niente se a casa c’è una famiglia che sta morendo di fame. Loro usano le loro poltrone non per fare il bene comune, ma per annientare, massacrare, distruggere un lavoratore con la sua famiglia. Gente colpita dal delirio di onnipotenza che pensa di essere al di sopra della legge e di ogni forma di etica e di rispetto umano, convinta com’è di poter fare quello che le pare solo perché seduta su quegli scranni. E poi questi personaggi vanno in televisione a farsi belli e a riempirsi la bocca di parole suadenti sulla famiglia e sui “valori”. E tutto questo solo per estorcere dei voti!!!
E vogliamo parlare, infine, di quelle tre arpie che hanno infamato, calunniato Leonida e che, nonostante abbiano perso la causa, non sono state in alcun modo punite? Anzi, hanno avuto tutte e tre scatti di livello, sono state premiate, hanno fatto carriera, guadagnano più soldi. Se ne vanno in giro contente e felici per il Senato, fregandosene del fatto che, anche per colpa delle loro menzogne, un padre di famiglia muore ogni giorno di più. Che le loro bugie sono ricadute sui nostri figli, costretti a vivere quotidianamente un’atmosfera di mestizia, di tensione, di inquietudine, di preoccupazione, di dolore, di rabbia, di rovello, di parole ripetute ossessivamente. E Leonida? Lui, nonostante abbia vinto una causa civile e una penale, sta a casa, disoccupato e malato e distrutto psicologicamente. Ed è questo che mi spinge a combattere: fino a quando non ci sarà giustizia non mi darò pace. Combatterò al suo fianco per fare in modo che la verità venga ristabilita e che sia restituita a Leonida la dignità che gli hanno strappato.
Chi è costretto a combattere questa battaglia ardua, improba e proibitiva si ritrova da solo, abbandonato a se stesso, senza amici e, spesso, anche senza famiglia.
VERITA’, GIUSTIZIA E DIGNITA’ PER L’UOMO LEONIDA E PER IL LAVORATORE LEONIDA!!!”

Giulia Ruggeri