22 Maggio: giorno storico per il calcio italiano

22 maggio 1996 – 22 maggio 2010.

L’orario? Sempre quello: le 23, 30 circa. Quindici anni fa c’era Vialli, l’anno scorso Javier Zanetti. Quindici anni fa si giocava Juventus – Ajax, lo scorso anno l’Inter affrontava il Bayern Monaco. Il finale? Lo stesso: il trofeo della Champions League arrivava in Italia quelle notti del 22 maggio.

Partiamo da lontano. 22 maggio 1996, Olimpico di Roma.

La Juventus di Marcello Lippi tornava in Champions League dopo un’assenza durata ben nove anni (dal 1986/87). La squadra campione d’Italia l’anno prima costruita dalla triade Moggi – Giraudo – Bettega e plasmata per bene da mister Lippi era composta da due portieroni italiani quali Peruzzi e Rampulla, un apparato difensivo roccioso e intelligente composto da Torricelli, Vierchowod, Pessotto, Ferrara, Carrera, Porrini e il giovanissimo Baccin, un reparto mediano composto da gente tipo Paulo Sousa, Conte, Deschamps, Marocchi, Di Livio, Tacchinardi, Fusi, Jugovic, Lombardo e un giovane Sorin e le punte Ravanelli, Vialli, Del Piero, Rocchi e Padovano.

A parte Baccin e Rampulla, tutti gli altri 18 gli italiani hanno delle presenze in nazionale.

La squadra supera agevolmente il girone (gruppo C), vincendo 3-1 a Dortmund contro il Borussia (grazie ad un entusiasmante Alex Del Piero, 21 anni, che prima confeziona un assist perfetto per Padovano, poi sigla il 2-1 con una rete di pregevole fattura e poi imbecca Conte per il 3-1), 3-0 contro la Steaua Bucarest (ancora Del Piero in cattedra, che propone l’ assist a Di Livio per la prima rete e quindi sigla il 2-0 con una rete a giro sul secondo palo; la terza rete è di Ravanelli), 4-1 contro il Rangers Glasgow (doppietta di Ravanelli e reti di Conte e Del Piero, autore ancora una volta di una rete magnifica), 4-0 a Glasgow (ancora Del Piero, quindi Torricelli, Ravanelli e un gran gol di Marocchi), venendo sconfitta 2-1 contro il Borussia Dortmund a Torino (magnifica rete di Del Piero) e pareggiando 0-0 contro la Steaua Bucarest.

Nei quarti la Juve affronta il Real Madrid, che vince 1-0 al Bernabeu ma perde al Delle Alpi per 2-0: per i bianconeri colpisce ancora Del Piero e regala la qualificazione Moreno Torricelli.

Dopo 10 anni la Juventus va in semifinale di Coppa Campioni / Champions League, stavolta contro il Nantes: al 2-0 di Torino (reti di Vialli e Jugovic) i francesi rispondono con un 3-2, che, tuttavia, non serve a fermare la corsa dei torinesi, diretti in finale di Champions League. In Francia, infatti, bastano i gol di Vialli e Paulo Sousa per regalare la finale in programma a Roma il 22 maggio 1996.

L’avversario di turno è l’Ajax di Van Gaal; la Juve gioca con la maglia blu a stelle gialle, l’Ajax con la classica casacca biancorossa.  Van Gaal lancia in campo Van Der Sar, Silooy, Blind (il capitano), i gemelli De Boer, Bogarde, Finidi, Davids, Kanu, Litmanen e Kiki Musampa;  Lippi sceglie Peruzzi, Ferrara, Pessotto, Torricelli, Vierchowod in difesa, a centrocampo Conte, Deschamps e Paulo Sousa e in avanti Ravanelli e Vialli, supportati dall’estro di Alex Del Piero.

Alla rete di Fabrizio Ravanelli, risponde Jari Litmanen. I 120 minuti di gioco regalano emozioni, bel gioco e una folta girandola di sostituzioni (per l’Ajax Kluivert per Musampa, Scholten per F. De Boer e Wooter per R. De Boer, per la Juve Jugovic per Conte, Di Livio per Paulo Sousa e Padovano per Ravanelli), ma finiscono 1-1: rigori! Dal dischetto alla Juventus bastano 4 tiri: le reti di Ferrara, Padovano, Jugovic e Pessotto compensano gli errori di Davids e Silooy (per l’Ajax reti di Scholten e Litmanen).

La Juventus vince la Champions League 1995/’96.

Madrid, 22 maggio 2010. Il miracolo di Mourinho.

Mourinho, si sa, è uno che di calcio ne capisce. Il suo palmares parla per lui. Ma la sfida (vinta) per far conquistare all’Inter la Champions League ha del miracoloso.

In uno stentato girone eliminatorio (Gruppo F) i milanesi pareggiano 0-0 col Barcellona, 1-1 col Rubin Kazan (con i nerazzurri in svantaggio pareggia Stankovic), 2-2 con la Dinamo Kiev (in svantaggio per due reti, recuperano Stankovic e Samuel), vincono a Kiev 2-1 (evitando l’eliminazione gli ultimi due minuti, allorché Milito e Sneijder siglano le reti vittoria), perdono 2-0 a Barcellona e vincono 2-0 contro il Rubin Kazan (reti di Eto’o e Balotelli).

L’orgoglio e il furore dell’ Inter vengono fuori dagli ottavi di finale: contro il Chelsea, i “biscioni” vincono sia a Milano che a Londra, dapprima 2-1 (reti di Milito e Cambiasso) e poi 1-0 (Eto’o in gol).

Superato anche lo scoglio “Quarti di finale” con l’avversario CSKA Mosca (eliminato grazie ad un doppio 1-0, con reti di Milito a Milano e Sneijder a Mosca), c’è da affrontare la prima potenza calcistica al mondo: il Barcellona!

Il 3-1 di San Siro contro i blaugrana sono il segnale che l’Inter è la favorita per la competizione: Sneijder, Maicon e Milito si sbarazzano dei blaugrana, non senza le inevitabili polemiche arbitrali.
Al Camp Nou, invece, Mourinho schiera una squadra difensivista ed “ultra-catenacciara”, riuscendo a conquistare il passaggio alla finale, grazie anche ad alcune sviste arbitrali clamorose, seppur perdendo 1-0.

A Madrid il Bayern Monaco viene demolito. Ancora Van Gaal l’allenatore dell’avversaria dell’italiana; l’olandese schiera Butt tra i pali, Badstuber, Demichelis, Van Buyten, Lahm, Altintop, Robben, Olic, Muller e Schweinsteiger (nella ripresa entrano Klose e Gomez per Olic e Altintop, ndr). Lo “Special One” Mourinho butta nella mischia Julio Cesar in porta, Lucio, Samuel, Chivu e Maicon in difesa, Zanetti, Cambiasso e Sneijder a centrocampo, Eto’o, Milito e Pandev punte (dentro nella ripresa Stankovic, Muntari e Materazzi per Chivu, Pandev e Milito).

L’Inter vince grazie a una doppietta di Diego Milito ed è Campione d’Europa per la stagione 2009/2010.

Niente Palloni d’Oro

Sia la vittoria juventina che quella interista non regalano un Pallone d’Oro di France Football alla squadra.

Nel 1996, anno del trionfo bianconero, il fautore dell’estremo talento calcistico bianconero Alessandro Del Piero, 21 anni, arriva quarto, scavalcato da Summer, Ronaldo e Shearer, a causa di un Europeo non esaltante. Solo sedicesimo Fabrizio Ravanelli, mentre diciottesimo troviamo Didier Deschamps, regista della squadra.

Nel 2010, invece, il trionfo Inter non diede soddisfazioni ai singoli: il “Principe” Milito, protagonista della vittoria finale, non è nemmeno in classifica (proprio come Gianluca Vialli 15 anni prima). Il primo interista è solo Wesley Sneijder (preceduto da Messi, Iniesta e Xavi), solo quarto. Al posto 12 troviamo Eto’o, al 17 Maicon e al diciannovesimo posto Julio Cesar.

Juve

La squadra juventina festeggia la spettacolare vittoria in Champions League. 22 maggio 1996

Inter

22 maggio 2010. L'Inter festeggia la terza Champions

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CALCIOPOLI 2: ECCO TUTTI I CLUB E GLI UOMINI COINVOLTI NELLE INTERCETTAZIONI

Questa Calciopoli è cominciata male per molte squadre, scoperte  da subito ad aver commesso (attraverso i propri uomini) atti intimidatori attraverso telefonate calde al “povero” Paolo Bergamo e a Pierlugi Pairetto, ex designatori arbitrali. Ieri avevamo pubblicato le intercettazioni tra BERGAMO E MASSIMO MORATTI (che parlava di arbitri e  invitava il designatore nella sua casa a Forte dei Marmi), tra BERGAMO E GIACINTO FACCHETTI (giusto per completare i coinvolgimenti interisti), tra BERGAMO E LEONARDO MEANI (che faceva pressioni sulle designazioni milaniste), tra BERGAMO E ADRIANO GALLIANI (una telefonata su cui stendiamo un velo pietoso) e tra BERGAMO E FOTI (presidente della Reggina).

Esistono anche intercettazioni abbastanza gravi con MASSIMO CELLINO, vulcanico presidente del

Luciano Spalletti, attuale allenatore dello Zenith San Pietroburgo

Cagliari, che contestava apertamente Pierluigi Collina, invitandolo ad andare ad arbitrare in Giappone. Ma coinvolti ci sono anche arbitri e guardalinee, e sembra che Inter e Milan sono le squadre più imbrigliate in questo giro, in quanto sembra che dirigenti interisti e milanisti abbiano contattato direttamente i direttori di gara, appunto, perchè dessero un'”aggiustatina” alle partite; tutto ciò è stato registrato nelle intercettazioni.

Esistono intercettazioni tra PAIRETTO, co-designatore con Bergamo, E RINO FOSCHI, ex direttore sportivo del Palermo. Esistono intercettazioni tra PAIRETTO, BERGAMO E RENATO CIPOLLINI, ex presidente del Bologna; esistono intercettazioni tra i designatori e (addirittura) l’allora mister dell’Udinese LUCIANO SPALLETTI!! Coinvolta anche la Roma col direttore sportivo PRADE’, che “indirizza” col vicepresidente federale Mazzini Atalanta-Roma verso lo 0-1.

Prima del derby di Milano del febbraio 2005 l’arbitro De Santis sia stato contattato telefonicamente per ben due volte, una per parte. Della conversazione interista ancora non si sa molto, della sponda milanista invece a dire qualcosa al direttore di gara è il solito Leonardo Meani, che incita con un perentorio “Mi raccomando”.

Dalle intercettazioni si fa chiaro il quadro: escludendo Tullio LANESE, presidente degli arbitri, chiaro filo-moggiano, possiamo indicare con certezza che Paolo Bergamo avesse una grande simpatia milanista, e precisamente fosse in estremo contatto con Adriano Galliani (sembra che a farne le spese sia stato anche il Lecce in occasione di un Lecce-Milan).
Gigi Pairetto, ultimamente votato come settimo miglior arbitro di ogni tempo, era molto vicino all’Inter e a Giacinto Facchetti, sia in Italia sia in Europa (sfruttando il ruolo di vicecommissario arbitrale europeo, “pilotava” a favore dell’Inter le urne).
E che dire. A quanto pare Moggi aveva proprio una bella compagnia.

RITORNA CALCIOPOLI: BUFERA SULL’INTER – LE INTERCETTAZIONI

Stavolta Luciano Moggi non c’entra: lui è squalificato dal 2005 e si è tirato fuori da ogni discussione.

Stavolta CALCIOPOLI non investe la Juve, la Lazio o la Fiorentina, ma va a prendere la squadra che si era professata “verginella” e grande vittima di Big Luciano, ovvero l’Inter.
Le intercettazioni che emergono dopo 4 anni (alla vigilia del mondiale di Sudafrica, proprio come successe in Germania nel 2006) travolgono Moratti e soci, oltre che quelle dei presidenti di Reggina, Cagliari e (qualora ce ne fosse ancora bisogno) Milan.
Naturalmente la controparte è sempre PAOLO BERGAMO, ex arbitro di calcio e designatore in quegli anni: nel 1981, da arbitro, annullò il gol regolare di Maurizio Turone in Juventus- Roma che assegnò lo scudetto ”](il gol fantasma di Turone); tale strappo col presidente romano Dino Viola cercò di ricucirlo tentando di combinare la semifinale di Coppa dei Campioni Dundee United-Roma del 1983-84, mettendo in contatto l’arbitro Vautrot con Viola (le accuse si rivelarono infondate). Nel 1979-80 si rese protagonista della redazione di un REFERTO FALSO, dopo Milan-Napoli sospesa per nebbia.

Ma andiamo con ordine.

CALCIOPOLI 2 parte dalle intercettazioni fatte a Paolo Bergamo, che sin dal novembre 2004 colloquia con FOTI (presidente della Reggina), che raccomanda un arbitro degno per la gara di San Martino PARMA-REGGINA (poi persa dalla Reggina per 1-0) come si può vedere nel testo dell’intercettazione:

Bergamo: Ti ho chiamato perché ho visto la chiamata, sono influenzato…
Foti: Sei raffreddato?
Bergamo: Mal di stomaco, nausea e mal di testa, ma nulla di importante… domani c’è il sorteggio a Roma, lo fa Gigi… abbiamo pensato a Parma-Reggina da seconda fascia perché in prima fascia non ci va, e in seconda fascia c’è un po’ di esperti, anche un giovane che sta facendo bene, quindi vediamo un po’ che cosa vi tocca…
Foti: Ti raccomando che è troppo importante…
Bergamo: Ti dico: c’è un esperto, De Santis, c’è Morganti, che è un altro esperto, Saccani ha fatto una quarantina di gare in serie A e poi il giovane è Tagliavento che vogliamo lanciarlo… a meno che domani mattina si cambi qualche idea, ti do quello che avevamo concordato sabato poi…
Foti: Va bene dai…

Il Milan è protagonista grazie a delle intercettazioni telefoniche tra Leonardo MEANI, dirigente addetto degli arbitri del club di Via Turati, e Pairetto e Bergamo. La prima è con Pairetto per la scelta dell’arbitro di LAZIO-MILAN, terminata 1-2:

Meani: che griglia farete oggi? Ancora..

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Pairetto: Penso che la divideremo ancora in due, sìsìsì.
Meani: Ma così.. io penso ancora dentro Rosetti, Pieri..
Pairetto: Sì, questi qui sai.. Rosetti, Racalbuto, Bertini.. inseriremo questi sìsìsì..
Pairetto: (incomprensibile) sta andando bene, molto bene..
Meani: chi?
Pairetto: Donda.
Meani: si. Dondarini è anche ora che anche lui trovi un pò..
Pairetto: E infatti. Sai che dobbiamo lanciarlo, quindi..
Meani: Che provi un pò anche San Siro.. bah non c’è problema. Tutto a posto. Ti ringrazio tanto.
Pairetto: Ci mancherebbe, ci mancherebbe..
Meani: Ciao, ciao.
Pairetto: A presto eh, ciao

Il telefono di Meani si fa rovente ad aprile 2005, in concomitanza con la sfida scudetto con la Juventus. “A Trefoloni gli fai un bel discorsetto”… 

Meani: Te chi mi mandi a Firenze?
Bergamo: Come griglia? Te dici come griglia di arbitri? L’abbiamo fatta a 3 ma mi fai dire una cosa che con Gigi (Pairetto l’altro designatore) non abbiamo ancora concordato…Ho in mente di metterne tre perchè non voglio preclusioni e gli arbitri sono Messina, Farina e Rodomonti per me, poi sentiamo Gigi perchè poi immaginerai quelli che sono i tre che voglio mettere la domenica successiva…(la “griglia” per Milan-Juventus, ndr)
Meani: Ho capito, tu vuoi mettere Paparesta…
Bergamo: Si
Meani: Collina…
Bergamo: Si
Meani: Trefoloni
Bergamo: Sissignore, e mi ci gioco la testa…
Meani: Però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto…
Bergamo: Stai tranquillo, stai tranquillo…
Meani: Perchè se no gli tagliamo la testa noi…
Bergamo: Stai tranquillo…
Meani: Se no chiamalo e parlagli…

Il 28 aprile 2005, giusto per non perdere tempo, Meani chiama Bergamo,  intento a scegliere l’arbitro dell’atteso JUVENTUS-MILAN (terminato 1-0) dell’8 maggio 2005. Con Bergamo, Meani colloquia tranquillamente ed impone di non mandare due guardalinee (Ivaldi e Pisacreta).

Meani: Però non mandarci né Ivaldi né Pisacreta, eh? Inventane un altro…
Bergamo: Eh no, dovrò inventarne due, Mitro ce l’ho, Mitro sta facendo bene, uno dovremo inventarlo e non sarà facile…
Meani: Non sarà facile, ma a te che cazzo te ne frega, Griselli lo mandi no? E’ il numero due, hai tutte le giustificazioni del mondo… A te cosa cazzo te ne frega…
Bergamo: Eh bravo, ma ora… ecco fammi fare un passo alla volta…
Meani: A Firenze chi hai pensato di mandarmi?
Bergamo: A Firenze ancora non ho guardato, mi ci metto dopo cena… Voi con Stagnoli come vi siete trovati?
Meani: Bene, con Stagnoli bene, ma se vuoi mettere uno che con noi è andato bene anche Ambrosino, è venuto da noi due o tre domeniche fa, può anche andar bene, non so se ce l’hai in griglia, come la pensi…
Bergamo: No, no, è uno che sta andando bene, fa l’avvocato…
Meani: A me Stagnoli e Ambrosino vanno bene…
Bergamo: Ayroldi no, eh?
Meani: Ayroldi sì, è un po’ che non viene.
Bergamo: Sei sicuro che è per lo meno un mese che non viene?
Meano: Sì.
Bergamo: Allora fanno più affidamento Stagnoli e Ayroldi.

Arriva il famoso 8 maggio e il telefono di un “malinconico” Bergamo squilla. Chi è? Meani? No. E’ direttamente Adriano Galliani. “Mi faccia sentire il suo calore”, povero Bergamo.

Bergamo: Dottore buonasera.
Galliani:Eccomi buonasera.
Bergamo: Volevo farla partecipe di una guerra di cui il solo responsabile sono io, Paolo Bergamo, perchè Griselli (un assistente) è di Livorno, se avesse visto salvava capra e cavoli, ma siccome non è andata così…è uno sfogo tra me e lei….
Galliani: Questi signori han perso la testa mi creda, perchè ci sono comportamenti nei confronti dell’universo, in Lega in Federazione….
Bergamo: Io glielo voglio dire perchè si sappia, tra me e lei naturalmente….
Galliani: Non si preoccupi tale rimane….
Bergamo: Io posso sbagliare magari una griglia penso che un arbitro sia in forma e magari non è in forma, oppure l’arbitro è in forma e sbaglia, però a priori voler sbagliare è tutta un’altra cosa, mi taglierei le mani mi creda… Ecco questo filo che ho con lei vorrei tenerlo fino a giugno Dottore….
Gallliani: No no no ma poi si vedrà… adesso vediamo la fine del campionato…con i giusti equilibri….
Bergamo: Mi faccia sentire un pò il suo calore il suo calore in questo momento perchè….
Galliani: Assolutamente….
Bergamo: Sono solo, non solo, meno che solo….
Galliani: Ma no no ci sono io….

Passiamo all’Inter. Il Patron Moratti, recitante la parte del povero agnellino indifeso quattro anni fa, oggi  invece si dimostra tutt’altro che sprovveduto.

Massimo Moratti, patron dell'Inter

Nelle festività tra il 2004 e il 2005 chiama Bergamo e dice di volerlo incontrare a Livorno, durante la trasferta dell’Inter (vinta 2-0 dai nerazzurri).

Moratti: E’ andata abbastanza bene fino adesso, non c’è stata polemica o casini…
Bergamo: Per fortuna sì, ma si può e si deve fare meglio…
Moratti: Senta, io ci tenevo ad incontrarla…
Bergamo: Anch’io, perché ci tenevo per farle una confidenza…
Moratti: Quando lei aveva un minuto quando passa da Milano…
Bergamo: Lei verrà a Livorno a vedere la gara o la vedrà come?
Moratti: Non lo so, io evito sempre di venire fuori casa…
Bergamo: La settimana successiva…
Moratti: Io sono qua, io sono da quelle parti a Forte eh… sentiamoci un giorno prima del Livorno, se lei ci ha tempo, o due giorni prima…
Bergamo: Ci mancherebbe… io sono a Coverciano che riuniamo gli arbitri…
Moratti: Se vengo su, lei mi dice ci troviamo qui o…

Pochi giorni dopo (il 10 gennaio) Bergamo chiama Moratti per dirgli che ha designato l’arbitro Gabriele per la gara di Coppa Italia Bologna-Inter, e si sente chiaramente Moratti dire “andrò a salutarlo negli spogliatoi”. Ma non era solo Moggi che faceva certe cose?

Bergamo: Mi sono sentito con Facchetti, Presidente, per confermare questo clima di cordialità che naturalmente è una cosa che sappiamo io e Lei, però il gruppo ha molto apprezzato il lavoro che noi abbiamo fatto nei confronti di Gabriele e Palanca e quindi ho pensato di farli rientrare in Coppa Italia, uno viene a fare l’Inter e uno fa il Milan.
Moratti: Va bene…
Bergamo: Volevamo dargli un’immagine buona…
Moratti: Sì, sì…
Bergamo: Mi ha detto Facchetti sì sì sono d’accordo…
Moratti: Va bene, mercoledì lo andrò a trovare prima della partita…
Bergamo: Questo gli farà piacere…
Moratti: Vado a salutarlo…
Bergamo: Visto che lì non c’è sorteggio, ma c’è designazione, a voi ho mandato Gabriele, l’ho fatto accompagnare bene da due assistenti molto bravi.
Moratti: No, no, Gabriele è sempre stato un buon arbitro, molto regolare, non ho mai avuto contestazioni…
Bergamo: Un saluto, vedrà, lo riempirà di gioia.
Moratti: La ringrazio, mercoledì sono giù se ce n’è bisogno, lo vado a trovare prima della partita…

Terminiamo con un’intercettazione tra Moratti e Bergamo, dopo la partita del 9 gennaio 2005 INTER-SAMPDORIA, terminata clamorosamente 3-2 per i nerazzurri, che ribaltarono nei minuti finali da 0-2 a 3-2. Moratti esalta il “ragazzo”, l’arbitro Bertini, per il suo arbitraggio, guarda caso molto contestato dai sampdoriani.

Bergamo: Presidente Moratti sono Bergamo..
Moratti: Volevo chiamarla io per dirle che poi ho visto anche stò ragazzo (Bertini, ndr) che si è comportato benissimo durante la partita che poteva finire in un pestaggio ben grave…
Bergamo: Era diventata la più difficile Inter-Sampdoria, hanno lavorato bene anche gli assistenti…
Moratti: L’ho detto a loro alla fine, guardate proprio bravi, perché era già due volte… bravi a beccarli, come cazzo fate voi a beccarli… mi hanno strizzato l’occhio…
Bergamo: Vediamo di fare dieci risultati partite utili di fila, eh!
Moratti: Pensavo di chiamarla ieri sera perché poi sono andato dal ragazzo (Bertini, ndr); dopo che sono andato dal ragazzo, che si è comportato benissimo, io pensavo poi che era domenica e riceve sempre le telefonate di chi è contento e di chi non è contento…

E’ notizia di oggi che vi sono altre 75 intercettazioni tra i dirigenti dell’Inter e Paolo Bergamo, allora designatore degli arbitri. In una di esse Facchetti, presidente dell’Inter (defunto pochi anni fa), spiegava a Bergamo che “c’è un regalino da darti” che potete leggere qui http://www.gazzetta.it/Calcio/13-04-2010/telefonata-regalo-moratti-facchetti–603639197312.shtml.

CALCIOPOLI 2 è appena cominciata: quale sarà il prossimo capitolo.

[Testo delle intercettazioni da www.ilsussidiario.net]

Scritto da ANGELO GIANFREDA

LA LUNA BLU COLLEPASSO PROMOSSA NELLA SERIE C FEMMINILE DI PALLAVOLO

Scritto da Angelo Gianfreda

Grande stagione per la Luna Blu femminile, che ha conquistato ieri la promozione in Serie C con quattro giornate d’anticipo.

La squadra della Luna Blu, neopromossa in Serie C.

Sorprendenti i risultati di quest’anno: 22 vittorie consecutive, 18 vittorie per 3-0 e 3 vittorie per 3-1 (due contro il Parabita ed una contro il Cutrofiano).

La squadra di mister VINCENZO BARONE poggia su giocatrici di alto livello, che elenchiamo in ordine di numero.

  1. ____________

  2. ROBERTA GRECO;

  3. FRANCESCA CEZZA;

  4. _______________;

  5. KATIA BONATESTA;

  6. ROSSELLA PELLICO;

  7. SERENA MELE;

  8. TIZIANA ROMANO;

  9. ORIANA VELLITRI;

  10. FRANCESCA MAGLIE;

  11. LOREDANA DE MATTEIS;

  12. VANESSA GABRIELI;

  13. FRANCESCA FACHECHI;

  14. ILARIA GRECO;

  15. FRANCESCA PICA.

Rimandiamo il racconto della stagione al termine del campionato, ricordandovi che (come da calendario) sabato 17 le ragazze affronteranno l’INTERMEDIA IMMOBILIARE nel palazzetto di Cutrofiano, mentre sono in arrivo due gare casalinghe nelle due domeniche successive a Tuglie contro il Talsano e il Presicce.
Il campionato terminerà sabato 8 maggio nella palestra della scuola media di Spongano, affrontando le locali ragazze della MARTI PAVIMENTI.

I festeggiamenti che si sono avuti nel dopopartita della gara contro il Gallipoli.

CASSANO – DAVIDE LIPPI: GRAN BRUTTA STORIA

Quando Garrone (presidente della Sampdoria) annunciò nei giorni scorsi cheantonio-cassano Cassano non viene convocato da Marcello Lippi in nazionale per motivi personali, preannunciando una brutta storia, le fantasie si sono susseguite.C’è stato chi ha preannunciato un nuovo “Caso Paulo Sousa”: Paulo Sousa era un giocatore della Juve negli anni della gestione Lippi I (dal ’94 al ’96) con cui vinse scudetto, Coppa Italia e Champions League. Nell’estate 1996, a quanto sembra, Paulo Sousa fece il “galletto” con la figlia di Lippi, che, a seguito di ciò, ne impose la cessione ai tedeschi del Borussia Dortmund.

Chi, invece, conserva memoria di notizie uscite qualche anno fa, in pieno Calciopoli, ricorderà che Davide Lippi voleva portare con sè Antonio Cassano alla GEA, ma che Antonio, sentendosi truffato, ordinò una vera e propria spedizione punitiva di botte contro Lippi jr.

Pochi giorni fa, a Striscia La notizia, un informatore ha testimoniato che quest’estate in Versilia, in una discoteca, Davide Lippi ed Antonio Cassano hanno inscenato una rissa.

Non si sa il motivo reale della disputa, o le ragioni per cui Marcello Lippi marcello%20lippiescluda Fantantonio Cassano dal giro azzurro, non ne ha mai voluto parlarne. Ma alla fine è il campo a giudicare: Lippi ha vinto una Champions League, 5 Scudetti, 4 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale ed 1 Mondiale per nazioni nel 2006; Cassano ha vinto solo un campionato spagnolo, col Real Madrid, peraltro da panchinaro. C’è paragone?!