COMUNICATO STAMPA DI GIOACCHINO BASILE

Il commento di Carlo Vizzini in risposta a Piero Grasso, mi ha fatto scoppiare dalle risate… Lui, Carlo Vizzini prima e dopo la strage di via D’Amelio era politico molto apprezzato da “cosa nostra” è proprio da quei servi diretti di Fincantieri, che non possono assolutamente essere estranei alla strage di via D’Amelio; si tratta di quell’infame famiglia criminale che, oltre ad aver partecipato all’assasssinio del Generale Dalla Chiesa ed alla strage per uccidere Rocco Chinnici, anche hano messo le bombe a Giovanno Falcone all’Addaura!!!!
Le dichiarazioni di Pietro Grasso, “in ordine alla trattativa” mi hanno fatto confermato che la magistratura ha pesanti difficoltà nell’andare incontro a quella verità – strage di via D’Amelio- che segnala in modo inequivocabile l’interesse delle indegne omissioni di VIttorio Teresi e di pezzi importanti di quella Procura di Palermo che tradì Paolo Borsellino.
Quelle omissioni furono imposte nell’interesse delle Parteciapzioni Statali e dei politici alla Carlo Vizzini, che insieme a pochi altri visibili ai miei occhi, appare uno dei più diretti interessati.
Gioacchino Basile
PS: proprio ieri sera apprendendo delle risibili dichiarazioni di Pietro Grasso, gli ho inviato un messaggio telefonico di merito….(sic.)
Ora voi giornalisti, moltissimi dei quali ben conoscete la mia storia da sempre, potete anche non dare spazio a questa mio ulteriore e non ultima denuncia, ma sappiate che non saranno pochi quelli che sapranno, ricevendo questo comunicato stampa a mezzo e-mail
Gioacchino Basile

NEL 2010 ECCO COME SARA’ LA NUOVA SCUOLA ITALIANA

Nel 2010 il REGIME DELLA SCUOLA ITALIANA cambierà, grazie alla riforma voluta dal ministro GELMINI (ancora lei), che sostituisce di fatto la riforma Gentile del 1923.I licei saranno 6, e precisamente:

  1. CLASSICO, con 27 ore settimanali nel biennio (3 giorni alla settimana si esce un’ora prima) e 31 nel triennio. La lingua straniera sarà obbligatoria per tutti gli anni;

  2. LINGUISTICO, con 27 ore settiminali nel biennio e 30 nel triennio. Tre lingue straniere obbligatorie e due insegnamenti non linguistici fatti in lingua straniera;

  3. SCIENZE UMANE, prende il posto del Sociopsicopedagogico, e prevede 27 ore per il biennio e 30 per il triennio. L’indirizzo economico-sociale non prevede lo studio del latino;

  4. ARTISTICO, diviso negli indirizzi “Architettura-ambiente-design”, “Audiovisivo-multimedia” e “Arti figurative”, con 35 ore settimanali per il triennio;

  5. SCIENTIFICO, 27 ore per il biennio e 30 per il triennio, con il latino obbligatorio;

  6. MUSICALE-COREUTICO, di nuova concezione, quindi musica e danza dall’anno prossimo avranno anche loro un liceo statale.

COMUNICATO STAMPA DI GIOACCHINO BASILE

Il commento di Carlo Vizzini in risposta a Piero Grasso, mi ha fatto scoppiare dalle risate… Lui, Carlo Vizzini prima e dopo la strage di via D’Amelio era politico molto apprezzato da “cosa nostra” è proprio da quei servi diretti di Fincantieri, che non possono assolutamente essere estranei alla strage di via D’Amelio; si tratta di quell’infame famiglia criminale che, oltre ad aver partecipato all’assasssinio del Generale Dalla Chiesa ed alla strage per uccidere Rocco Chinnici, anche hano messo le bombe a Giovanno Falcone all’Addaura!!!! Le dichiarazioni di Pietro Grasso, “in ordine alla trattativa” mi hanno fatto confermato che la magistratura ha pesanti difficoltà nell’andare incontro a quella verità – strage di via D’Amelio- che segnala in modo inequivocabile l’interesse delle indegne omissioni di VIttorio Teresi e di pezzi importanti di quella Procura di Palermo che tradì Paolo Borsellino. Quelle omissioni furono imposte nell’interesse delle Parteciapzioni Statali e dei politici alla Carlo Vizzini, che insieme a pochi altri visibili ai miei occhi, appare uno dei più diretti interessati. Gioacchino Basile

CON LA RIFORMA GELMINI CONVIENE ANDARE ALL’UNIVERSITA’?

Maria Stella Gelmini è una giovane ragazza, bella, castana, anche un pò sexy e con l’aria ingenua, ma ancora gli italiani devono scoprire se un GENIO che riforma la scuola poichè ha in mente un progetto preciso e vincente, oppure se è una sprovveduta che non sa quello che fa.

Leggendo il testo della legge 133/2008 (La Riforma Gelmini) sembrerebbe la seconda: oggi vediamo quali sono i provvedimenti sulle Università nell’art.16 di suddetta legge.

Art. 16.Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.
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TRADUZIONE: la stessa Mariastella Gelmini ha ridotto i finanziamenti a tantissime Università d’Italia (tra cui quella del Salento) in cifre che lambiscono i milioni di euro. Senza uno o due milioni di euro le Università sono costrette ad aumentare le tasse, al fine di restare pubbliche (infatti all’Università del Salento quest’anno le tasse sono aumentate almeno del 30% per ogni facoltà). Aumentando le tasse, si perde qualche studente che non ce la fa economicamente, e se l’Università perde una misura considerevole di studenti sarà costretta ad offrire servizi peggiori per restare in bilancio.

OFFRENDO SERVIZI PEGGIORI, LE UNIVERSITA’ SONO COSTRETTE AD ASSECONDARE IL GIOCO DELLA GELMINI: la facoltà di divenire fondazioni, diviene quasi una necessità. E perciò l’Università da statale diviene privata, e la media delle rette d’iscrizione delle Università private in Italia è 6000 € all’anno.

Allora ecco che si capisce il PROGETTO GELMINI: far divenire le Università private, allorché possano andare avanti solo i più abbienti, mentre i ragazzi che (secondo la Signora) sono di Serie B poiché hanno il padre operaio, oppure calzolaio, oppure vigile del fuoco, rimarranno in Serie B.

Ma noi ricordiamo al Ministro che tutte le persone hanno pari dignità, e che un operaio può anche sentirsi meglio di un avvocato o di un docente di economia, se ha una famiglia, se ha l’affetto di familiari e di amici e la stima della gente. Si, LA STIMA DELLA GENTE, proprio quella che manca a lei Signor Ministro.

GIOACCHINO BASILE SI RIVOLGE A SALVATORE BORSELLINO ATTRAVERSO DI NOI

Gioacchino Basile, grande lottatore contro la mafia in Sicilia, ha scelto noi DISTILLATORI e poche altre testate giornalistiche nazionali per rivolgersi a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino:

“Caro Salvatore, ti ringrazio per la domanda che hai rivolto a Carlo Vizzini, chegioacchino-basile spero abbia il coraggio di risponderti pubblicamente. (sic.)
Siamo sulla strada giusta anche se resta sbagliato il tuo convincimento sul movente, che assegna la maledetta del strage del 19 luglio 1992 alla trattativa fra lo Stato e la feccia criminale associata in “cosa nostra”; renditi conto che questa ipotesi non ha dignità a fronte della minima intelligenza umana.
Lo Stato, anche il più indegno e lacerato Stato non può essere ostaggio dell’accozzaglia criminale o dei Ciancimino dell’ultima ora, che dopo la morte di Salvo Lima contavano meno del due di coppe, quando la briscola è a denari!!! Questa è solo mùnnezzà che serve a depistare la vergognosa verità che volle i nostri Eroi morti per salvare gl’infami che dentro la Magistratura è le Istituzioni più in generale tradivano la nostra Costituzione per salvare i loro infami padroni politici che ancora oggi nascondono le loro infamie dietro i vessilli insanguinati dei nostri Eroi.
“La nuova” sortita “dell’antimafioso” Carlo Vizzini indica finalmente chi erano i due Magistrati che cenarono con tuo fratello Paolo a Roma, la sera del 16 luglio 1992:
<< Era iperattivo, lucido, molto tosto e interessato alle nostre proposte e mi colpì per il fatto che chiese l’intera documentazione e se la fotocopiò. Fu un colloquio franco e leale». Fu quello il primo incontro con il magistrato che sarebbe stato ucciso di lì a poco. Il secondo e ultimo avvenne il 16 luglio, tre giorni prima dell’eccidio di via D’Amelio. «Andò così – ricorda Vizzini -. Mi chiamarono lui, Lo Forte e Natoli. Erano a Roma e nel tardo pomeriggio avevano finito di lavorare, perché quel giorno avevano sentito il pentito Mutolo. Volevano vedermi, diedi loro appuntamento a un ristorante di piazza di Spagna. Il Moccoletto, si chiamava. Al tavolo eravamo solo noi quattro».
A priscindere dal fatto che in una trasmissione televisiva della tarda primavera del 2007, Carlo Vizzini rivolgendosi a tua sorella, si onorava d’aver cenato insieme a tuo fratello ed un’altro Magistrato la sera del 16 luglio a Roma è quindi uno è non due, come afferma adesso; di Lo Forte non necessitano commenti.
Ora c’è anche il nome di Natoli di cui avevo fondati dubbi che lo rappresentavano nello scenario del mio movente.
Salvatore, i Magistrati siciliani ci daranno veramente un inequivocabile segnale di onestà nei confronti della nostra Costituzione, solo quando inizieranno quelle cristalline indagini che debbono portare necessariamente; o Gioacchino Basile in galera per le eventuali ed indegne calunnie consumate contro quei Magistrati che si dicono amici di tuo fratello, oppure la distruzione di quell’infame siparietto di carta che nasconde il volto malvagio ed infernale di quei servi del potere ad ogni costo che con le loro infami e calunniose omissioni, hanno negato l’accesso alla dignità ed alla democrazia del popolo siciliano.
Che Dell’Utri sia stato amico dei mafiosi è fatto inconfutabile che sò da sempre. Che il buttaniere è quant’altro gli si vuole attribuire, abbia usato i criminali per difendere i suoi interessi è altrettanto inconfutabile.
Ma in ordine alle infami stragi del 1992 bisogna guardare dentro le indegne e infami compromissioni di Fincantieri le partecipazioni Statali e dei loro servi.
Gioacchino Basile”

Inoltre, chiediamo a Salvatore Borsellino di sollecitare Carlo Vizzini a dare una risposta pubblica.
Carlo Vizzini è un senatore del PDL, che si è dovuto dimettere a giugno 2009 dalla Commissione Parlamentare Antimafia in quanto esistevano relazioni tra lui e Vito Ciancimino, il sindaco di Palermo condannato per mafia.

Abbiamo inoltre chiesto a Gioacchino Basile che relazione potevano esserci tra il braccio destro di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, e la Fincantieri. Ecco la sua risposta:

“Posso confermare di non aver mai riscontrato (in 30 anni) mai alcun legame o interesse fra lui e Fincantieri; nemmeno a livello calcistico, pur essendo il Bacigalupo una squadra che giocava nel raggio di circa due km dal campo dell’Acquasanta dove gioca la squadra aziendale Fincantieri. Preciso che nell’anno 1989, fui Segretario amministrativo del Dopolavoro Aziendale; in buona sostanza ero quello che controllava ed amministrava gl’interessi economici del Dopolavoro Aziendale dal quale dipendevano anche le risorse, in entrate ed in uscita della nostra squadra di calcio.
Di Dell’Utri posso invece dire, in piena coscienza che era persona molto “stimata” dagli ambienti criminali ed economici, dove erano tantissimi quelli che aspiravano a mettersi a sua disposizione per la raccolta fondi d’investimento: Altra cosa certa era quella che le antenne della Fininvest erano assolutamente intoccabili perchè producevano “pani pi caicciaratì” e per le loro famiglie.
Grazie per quello che fate nell’interesse della Verità e della Giustizia”.

Ringraziamo Gioacchino Basile per tutto ciò che fa nella lotta per la libertà del nostro Paese.

LA VOCE “SILVIO BERLUSCONI” SU DISTILLA..PEDIA – PUNTATA 2: LA POLITICA

Sovvertendo i preliminari pronostici, nel marzo 1994 Forza Italia (ausiliata da Lega Nord e MSI) vince le elezioni politiche.
La polemica che circonda il nuovo Presidente del Consiglio è globale, in quanto in ogni trasmissione delle reti Mediaset viene fatta campagna elettorale a favore di Berlusconi e Forza Italia, costringendo l’apparato politico italiano ad emanare una legge per regolare le campagne elettorali, chiamata “LEGGE DELLA PAR CONDICIO”.
All’inizio del maggio 1994 Berlusconi diventa Premier, ma il 22 dicembre 1994 la Lega Nord ritira l’appoggio al governo, dichiarando esplicitamente che BERLUSCONI APPARTIENE ALLA  MAFIA, come si può leggere in questo articolo della Padania, il giornale della Lega Nord. http://www.brianzapopolare.it/sezioni/politica/berlusconi_mafioso_lega_2001feb16.htm 

Al suo posto viene nominato Lamberto Dini, ma Berlusconi non appoggerà il governo, scagliandosi contro Bossi. In seguito, dopo il riavvicinamento con Bossi, BERLUSCONI DIRA’ CHE IL SUO GOVERNO E’ STATO INDOTTO ALLA CADUTA DALLA MAGISTRATURA E DA UN GOLPE (UN COLPO DI STATO) DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCALFARO (come si può leggere alla fine di quest’intervista concessa a Repubblica  http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/politica/versoelezioni7/cassintegrato/cassintegrato.html).

Nel 1996 Berlusconi e Forza Italia perdono consistentemente le elezioni politiche, perdendo inoltre 3 senatori e 6 deputati fino a fine legislatura. Berlusconi è il capo dell’opposizione, venendo emarginato dal lavoro di Prodi, ma venendo portato a presiedere la Bicamerale per le riforme giudiziarie costituzionali dal nuovo Presidente del Consiglio del 1998 D’Alema.

on-silvio-berlusconi-a1Le politiche del 2001 vedono la vittoria della Casa delle Libertà, e comincia il Berlusconi II. Nella campagna elettorale, durante “Porta a Porta”, Berlusconi firma un contratto con gli italiani, stabilendo cinque punti che dovrà assolutamente rispettare in caso di elezione, promettendo di non ricandidarsi se non ne fossero stati rispettati almeno quattro. Essendone stati rispettati tre, Berlusconi non si sarebbe dovuto ricandidare nel 2006, ma specificò che il contratto era solo un atto mediatico e non aveva valenza giuridica, bensì simbolica.
Dopo la sconfitta alle regionali del 2005, la crisi di governo porta al varo del terzo governo Berlusconi.

Nella campagna elettorale 2006, in svantaggio nei sondaggi, Berlusconi promette l’eliminazione dell’ICI e della tassa sui rifiuti, ma perde le elezioni a favore di Romano Prodi e L’Unione.
Berlusconi suggerisce un governo concordatario con ministri provenienti da entrambe le parti, ma ciò viene rifiutato dai partiti di centrosinistra, ma anche dalla Lega Nord; allora Berlusconi chiede di ricontare le schede, e la Giunta per le elezioni confermerà il risultato. Ma Berlusconi non riconoscerà come Presidente Romano Prodi.
In questa legislatura Berlusconi è il deputato più assenteista, risultando assente il 99,98% delle sedute della Camera.
Nel novembre 2007 scioglie Forza Italia e fonda il Popolo delle Libertà con Gianfranco Fini, vincendo le politiche del 2008 e divenendo Premier per la quarta volta.

Certamente la sua attività politica è circoscritta da aspetti controversi: nel 1978 si ISCRIVE ALLA LOGGIA MASSONICA P2, con la tessera n. 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625. Durante il processo contro Licio Gelli, Berlusconi dichiarò di non aver mai pagato alcuna quota di iscrizione alla Loggia P2, venendo smentito però da prove inconfutabili. Per questo Berlusconi rischiò di essere condannato, MA VENNE DICHIARATO NON PUNIBILE IN QUANTO PER IL REATO DI FALSA TESTIMONIANZA INTERVENNE L’AMNISTIA.
La Loggia P2 venne dichiarata “eversiva”, e dal processo è risultato che l’acquisto di “TV Sorrisi e canzoni” da parte di Berlusconi nel 1985 venne fatto nel contesto della Loggia P2.
Licio Gelli, addirittura, affermò che BERLUSCONI AVEVA COPIATO IL PIANO DI RINASCITA (dichiarato eversivo) DELLA LOGGIA P2, INSERENDOLO NEL PROGRAMMA DI FORZA ITALIA.

Un altro punto controverso è IL CONFLITTO DI INTERESSI, che si ha quando proprietari di imprese assumono cariche pubbliche. Secondo il settimanale inglese THE ECONOMIST, Berlusconi detiene (tra Mediaset e la sua carica statale) circa il 90% delle televisioni nazionali, mentre l’organizzazione mondiale FREEDOM HOUSE ha addirittura dichiarato che in Italia, durante i governi Berlusconi, c’è solo parziale libertà di espressione.

Berlusconi ed il suo governo sono inoltre accusati di aver stipulato varie LEGGI AD PERSONAM.

Certamente quella più recente e che ha più fatto eco mediaticamente è stato il LODO ALFANO, la legge di intoccabilità penale per il premier entrato in vigore poco prima dell’inizio del processo per corruzione a carico di Berlusconi. Essa è stata dichiarata incostituzionale il 7 ottobre 2009; in fondo, il lodo Alfano non è altro che la riproposizione del LODO SCHIFANI, già dichiarato incostituzionale nel 2004.

In materia di falso in bilancio (su cui Berlusconi è imputato nel processo di falso nei bilanci del Milan) il suo governo riformò il reato, dichiarandolo impunibile con la legge 61/2002.
Durante i suoi processi, è stata emanata una legge sulle ROGATORIE, ossia sulle prove che un avvocato può raccogliere al di fuori della sua giurisdizione. Tale legge è la 367/2001.
Contro la Magistratura, la legge 248/2002 (LEGGE CIRAMI) introduce il LEGITTIMO SOSPETTO, ovvero l’istituto per cui l’imputato che sospetti la parzialità di un giudice può liberamente cambiarlo.
La legge 46/2006 (LEGGE PECORELLA, proposta dall’avvocato Pecorella, legale di Berlusconi), sanciva che i pm non potevano presentare appello PER LE SENTENZE DI PROSCIOGLIMENTO, ma tale legge venne dichiarata incostituzionale nel 2007.
Con la legge 308/2004 condonò (dichiarandola zona protetta) la sua VILLA CERTOSA in Sardegna.
Con la legge “ex-Cirielli” 251/2005 ridusse la prescrizione di alcuni reati, favorendo la scadenza di alcuni suoi processi, e facendo liberare dalla prigione il suo amico CESARE PREVITI.
Con la legge 112/2004 (la Legge Gasparri) riforma il sistema radiotelevisivo: Fedele Confalonieri, presidente della Fininvest, dichiara che grazie a questa legge l’azienda ha guadagnato circa 2 miliardi di euro (potete leggere tale dichiarazione cliccando su questo link http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/economia/patriberlu/patriberlu/patriberlu.html

Nel 2005 lo Stato fece ricorso contro una legge regionale della Sardegna, che vietava la costruzione a meno di due chilometri dalla costa: il ricorso dello Stato fece scalpore, in quanto era immotivato. Certamente una motivazione soggettiva la si può ritrovare nel blocco dei lavori (a causa di tale legge) di “Costa Turchese”, un insediamento di proprietà di Marina Berlusconi su 250 mila metri quadri di costa sarda.

Fine puntata 2.

LA VOCE “SILVIO BERLUSCONI” SU DISTILLA..PEDIA – PUNTATA 1: LA GIOVINEZZA E LA RICCHEZZA FINO AL 1994

Silvio Berlusconi nasce a Milano il 29 settembre 1936 da Luigi (procuratore generale della BANCA RASINI) e Rosa Bossi, fratello di Maria Antonietta e Paolo. Consegue nel ’54 la maturità classica dai salesiani, e la laurea in Giurisprudenza nel 1961.

Nello stesso anno, dopo aver cominciato a fare l’agente immobiliare, fonda la Cantieri Milanesi Riuniti srl, eberlusconi2 nel 1963 la Edilnord sas, assieme al direttore della Banca Rasini, e a Carlo Rezzonico, che finanziava la società con fondi anonimi di una finanziaria svizzera.Dopo aver fabbricato a Brugherio un quartiere per 4.000 abitanti, fonda la Edilnord 2, nel 1968, che riesce ad ottenere la concessione per la costruzione a Segrate di una cittadina residenziale di 712 mila metri quadri, dove sorge Milano 2, riuscendo addirittura a dirottare le linee di Linate per non dare fastidio alla cittadina.Nel 1972 viene fondata la Edilnord Centri Residenziali, e nel 1973 fonda la Italcantieri Spa, di cui è presidente; nello stesso anno, avvalendosi delle difficoltà economiche della famiglia Casati, acquista molti terreni ad Arcore (tra cui la sua residenza) attraverso l’intercessione legale di Cesare Previti.

Nel 1974 fonda con Marcello Dell’Utri la Immobiliare San Martino, che nel 1978 si fonde con la Edilnord dando vita alla Milano 2 Spa. Nello stesso anno fonda Fininvest, una holding che giostrasse tutte le aziende gestite da Berlusconi.

Nel 1977 viene nominato Cavaliere del lavoro da Giovanni Leone.

Ma non è tutto oro ciò che luccica: nel 1968 la sua Edilnord acquistò i terreni dove sarebbe sorta Milano 2, pagandoli circa 3 miliardi ed edificando un cantiere che costava 500 milioni al giorno. Alla fine il progetto Milano 2 è costato a Berlusconi centinaia di miliardi. MA DA DOVE PROVENIVANO QUESTI SOLDI, VISTO CHE SUO PADRE ERA UN SEMPLICE BANCHIERE E LUI ERA UN SEMPLICE IMPRENDITORE LOCALE?

Dal 1974 al 1975 la Edilnord subì uno stupefacente aumento del capitale sociale di 2 miliardi 600 milioni. Inoltre, nello stesso anno acquistò la ditta Paltano di Roma, trasformandola nei Cantieri Riuniti, ed aumentandole il capitale sociale dai 12 milioni di partenza ad un miliardo di lire.
Sembrerebbe che (come già spiegato sopra) all’inizio della sua attività Berlusconi sia stato aiutato da finanziatori svizzeri: questi finanziatori, secondo alcuni pentiti, sarebbe emersi visto che la Banca Rasini (dove lavorava il padre di Berlusconi) svolgeva il riciclaggio di denaro mafioso.
Inoltre, l’appartenenza di Silvio Berlusconi alla LOGGIA MASSONICA P2 aveva fatto ottenere finanziamenti inottenibili ed inarrivabili secondo i regolamenti bancari.
Tutto questo non  si è mai verificato, a causa del segreto bancario vigente in Svizzera.

Nel 1978 rileva TELEMILANO da Properzj, e uno svariato numero di emittenti locali. Dal 1980 Telemilano è Canale 5, e dall’anno dopo comincia a trasmettere in tutta Italia. Nel 1982 acquista da Rusconi ITALIA UNO e nel 1984 RETE QUATTRO da Mondadori.
Nel 1984 la Pretura oscura le reti Fininvest in quanto le reti private non potevano trasmettere su scala nazionale, ma pochi giorni dopo mise tutto a posto Bettino Craxi con un decreto legge, rifiutato però dal Parlamento. Allora Craxi lo ripresenta attraverso una questione di fiducia, e stavolta viene approvato. La legalizzazione delle reti Fininvest avvenne solo nel 1990 con la Legge Mammì (dopo 10 anni di trasmissione abusiva). Tale legge costringe alle dimissioni per protesta cinque ministri del governo Andreotti, e la legge fu parzialmente dichiarata incostituzionale nel 1994. Perciò, da allora, MEDIASET TRASMETTE CON CONCESSIONI A VALENZA TRANSITORIA.  
Fonda anche La Cinq (in Francia), Tele 5 (in Germania) e Telecinco (in Spagna).

Nel gennaio 1990 compra la Mondadori Editore (con procedure illegali, per le quali dovrà risarcire il vecchio proprietario De Benedetti con 750 milioni di euro) e la Giulio Einaudi Editore, ed altre case minori (come Frassinelli e Le Monnier), divenendo il maggiore editore italiano.

Dopo aver controllato Blockbuster Italia, Berlusconi acquista la MEDUSA FILM.

Nel 1988 acquista la Standa e Banca Mediolanum: la prima sarà poi venduta alla Coin, per motivi politici, secondo Berlusconi. In realtà è stata ceduta in quanto Fininvest attraversava un periodo difficilissimo economicamente e serviva sacrificare qualcosa per creare liquidità.

Nel 1986, dopo aver fallito l’acquisto dell’Inter, acquista il Milan. Nel 1977 Berlusconi sostenne che il Partito Comunista (che ormai veniva votato da un italiano su 3) dovesse essere confinato all’opposizione con la DC, per permettere al Partito Socialista di Craxi di presiedere il governo (l’amicizia tra Craxi e Berlusconi culminerà col decreto legge della regolarizzazione delle reti televisive nel 1984).  Craxi sarà anche testimone di nozze di Berlusconi nel 1990, quando sposerà Veronica Lario.
Schierato nel 1993 con Fini per la carica di sindaco a Roma (contro Rutelli, poi vincente), fonda il partito Forza Italia (dalle ceneri dell’A.I.Forza Italia di Giuliano Urbani), che vince l’elezioni politiche del 1994.

Fine puntata 1.